Demansionamento

infermiere

Caro collega,

Malgrado la legge 42/99 abbia finalmente compreso l’attività infermieristica nel novero delle professioni sanitarie e malgrado quanto disposto dal Patto della Salute 2014/2016, nonché quanto previsto dall’art. 1 comma 566 della Legge Finanziaria 2014, in realtà gli infermieri sono stretti a sandwich tra i medici ed il personale OSS. Anzi si verifica molto spesso, un fenomeno denominato “DEMANSIONAMENTO STRISCIANTE“ consistente nel fatto che gli infermieri, per carenza in organico del personale OSS, vengono chiamati a svolgere anche le mansioni inferiori. Trattandosi di una prassi oramai diffusa e frequente, occorre agire nei confronti delle aziende al fine dell’esatto rispetto delle mansioni di competenza della professione infermieristica. Pertanto ove ciò accada gli interessati potranno mettere in mora le rispettive aziende perché cessi tale condotta e nel caso di mancata ottemperanza si potrà agire in via giudiziale per il ripristino delle mansioni nonché per ottenere il risarcimento del danno che viene determinate equitativamente dal giudice, in considerazione anche del tempo da cui l’inconveniente si protrae e che mediamente varia dai 3.000/4.000 euro ai 15.000/20.000 euro a persona. Per l’attivazione dell’azione occorre produrre l’ultima busta paga, una copia della dotazione organica dell’azienda (se esistente) e un elenco di testimoni che riferiscano che gli infermieri, durante la loro giornata lavorativa, espletano anche le mansioni di OSS, soprattutto per quel che concerne l’igiene dei pazienti, o altre mansioni, addirittura di competenza degli ausiliari specializzati. Quanti aderiranno all’iniziativa legale, stipuleranno apposita convenzione con lo studio legale.
Definizioni essenziali.

Demansionamento: consistente nell’assegnazione di mansioni inferiori rispetto alla qualifica di appartenenza del lavoratore, ma anche nel non assegnare alcuna mansione.

Effetto: Viene violato il diritto al lavoro inteso come diritto a svolgere un’attività lavorativa che risponda ad un’esigenza imprescindibile della personalità del lavoratore. Il demansionamento comporta un danno economico poiché lo svolgimento di mansioni inferiori, o il mancato svolgimento di qualsiasi mansione, determina l’impoverimento della capacità professionale del lavoratore, comportando ripercussioni negative sui futuri rapporti di lavoro. Si concreta altresì un danno alla persona per la lesione dello stesso diritto al lavoro. Se l’alterazione dell’equilibrio che il lavoratore può subire è tale da determinare una lesione durevole si ha un danno alla salute.

Codice Civile :Art. 2103 Mansioni del lavoratore
Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto (att. 96) o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all’attività svolta, e l’assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere trasferito da una unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Ogni patto contrario è nullo.

Tribunale Civile di Milano : se l’organico è inadeguato e il dipendente è obbligato, anche di fatto, a svolgere mansioni non attinenti al proprio profilo funzionale, ha diritto al risarcimento per lesione della dignità professionale in quanto deve sopperire ad un gravoso ed improprio cumulo di mansioni.

Profilo professionale: l’infermiere per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto

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